Maurizio Saiu (photo Valentina Celada)

Maurizio Saiu (photo Valentina Celada)




Azione #1 / Step #3 - Produzione Sardegna - New York - Sardegna a cura di Fabio Acca

MAURIZIO SAIU

C’È ancora un filo di luce nel mio cielo
in the frame of AmIna

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Il progetto di Maurizio Saiu affonda le proprie radici nella sperimentazione pluriennale intrapresa dall’artista sull’interazione tra danza e vocalità. La voce, intesa come elemento di congiunzione e memoria, espone l’esperienza del presente a un mondo arcaico. Grazie all’immaginazione, la Sardegna assume qui i contorni di un luogo evocativo, nel riprodurre suoni e pulsioni ancestrali che da sempre stanno alla base del discorso performativo di Saiu. La voce, in questo viaggio, com-muove; produce, in chi ne è attraversato, stati mentali e sonori che combinano in maniera inaspettata culture diverse, ma che trovano paradossalmente risonanze comuni; e nel recuperare l’eco di una cultura solo apparentemente sepolta ci mette in contatto con quanto il nostro tempo racconta.

Saiu si spinge in territori sonori inesplorati, in un universo “prima delle parole”, facendo proprie le esperienze di altri straordinari ricercatori, come Demetrio Stratos, per metterle in relazione con la grande tradizione del “canto a tenore” sardo. La voce diventa pietra, foresta, animale, fuoco; e ancora terra e aria. Il tempo della performance fa riemergere, in una sintesi tanto complessa quanto indecifrabile, l’infinita gamma di intensità espressive che s-regolano il lavoro.

Una prima tappa di questo processo ha avuto luogo a New York, dove Maurizio Saiu si è avvalso della collaborazione di Marco Cappelli, musicista e interprete della nuova scena contemporanea newyorkese, attivo nell’ambito delle sperimentazioni d’avanguardia.

Un successivo momento di ricerca si porrà, infine, l’obiettivo di intercettare l’immaginario poetico di una grande artista sarda, Maria Lai, icona incontrastata dell’arte contemporanea e anima immortale di questa terra. Maria Lai ha cucito libri di stoffa, trame di fili che raccontano i miti del popolo sardo attraverso le fiabe. Uno di questi, particolarissimo, consiste in una concrezione di segni che consente di essere letta in chiave musicale, come una vera e propria partitura. Uno spunto, per Saiu, da cui partire per espandere la propria ricerca e metterla in relazione all’opera di Maria Lai, reinterpretando con la voce quella tensione universale cui l’artista di Ulassai, nella sua lunga vita, ha dato corpo. Questa seconda ricerca si svolgerà in aprile 2020 a Cardedu, presso la casa di Maria Lai e con la complicità e la preziosa collaborazione dell’Archivio Maria Lai. Il lavoro di Maurizio Saiu sarà affiancato in questa seconda parte della ricerca dalla musicista, Daniela Cattivelli.


Maurizio Saiu (Domusnovas, 1954), danzatore, coreografo e cantante attualmente basato a Cagliari, è considerato uno degli esponenti storici della danza d’autore italiana. Dopo la formazione negli anni Ottanta con Merce Cunningham e le diverse esperienze con l’avanguardia newyorkese, inaugura dagli anni Novanta un proprio originale percorso di creazione coreografica. Tornato in Sardegna, Saiu si rivolge all’interazione tradizione popolare e arte contemporanea, tra linguaggi della danza e del canto, grazie alla vicinanza artistica con il musicista Giorgio Tedde e alle collaborazioni artistiche tra cui quelle con la danzatrice Cornelia Wildisen e poi con Maria Lai, Aldo Tilocca, Claudio Morganti, Fernando Grillo. Nel 2010 Saiu sposta la sua attività anche a Berlino, a Bruxelles e in Messico. Nelle sue creazioni intreccia tradizione popolare e arte contemporanea, musica, danza e sperimentazione vocale, in una tensione estetica visionaria e stilizzata, collaborando con importanti figure della scena contemporanea, tra cui Kinkaleri, Daniela Cattivelli, Nezaket Ekici, MK/Michele Di Stefano.
Dal 1991 a oggi, tra i suoi lavori più significativi si ricordano Anghelus, La leggenda del Sardus Pater, Squarci, Generazione all’Aurora, Solo (neanche l’ombra), Morte Araba, Pan-seminario per un errore, Calimero, Down Down, Pastorale, Morte Araba: la genesi, Vivo invisibile, Flaming Doors. Creazioni sia in-door che out-door, rappresentate nei maggiori contesti nazionali e internazionali, tra cui: Piattaforma della danza d’autore italiana (Roma), Music Day World (Stoccolma), Contemporary Music Festival (Daarmstadt), Podewil and Swelle 7 (Berlino), Settelement House University (New York), Teatro Vascello (Roma), CRT Teatro dell’Arte (Milano), Lincoln Center (New York), Boston University (Boston), Dansem (Marsiglia), Festival “Indisciplinados” (Lima), Bolzano Danza (Bolzano).Dal 2007 al 2012 è stato inoltre direttore artistico della rassegna di arti performative “Il corpo sottratto”.